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	<title>news Archivi - Boccardi Elli &amp; TCA</title>
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	<description>Dottori Commercialisti, Revisori Legali, Consulenti del Lavoro</description>
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	<title>news Archivi - Boccardi Elli &amp; TCA</title>
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		<title>#CuraItalia: assemblee in videoconferenza o in forma scritta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 16:02:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il decreto Cura Italia è venuto incontro ai redattori dei bilanci con due interventi: la possibilità di approvare il bilancio [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="669" src="http://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/03/school-4919795_1280-1024x669.jpg" alt="" data-id="523" data-full-url="https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/03/school-4919795_1280.jpg" data-link="http://www.boccardielli.it/?attachment_id=523" class="wp-image-523" srcset="https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/03/school-4919795_1280-1024x669.jpg 1024w, https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/03/school-4919795_1280-300x196.jpg 300w, https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/03/school-4919795_1280-768x502.jpg 768w, https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/03/school-4919795_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Il decreto Cura Italia è venuto incontro ai redattori dei
bilanci con due interventi: la possibilità di approvare il bilancio 2019 <strong>entro
180 giorni</strong> (in luogo degli ordinari 120) e la facoltà di svolgere la
relativa assemblea <strong>interamente con mezzi di telecomunicazione</strong>, <strong>entrambi
possibili indipendentemente dalla presenza di apposita clausola statutaria</strong>.</p>



<p>In questo contributo approfondiremo la prima agevolazione,
riservando ad un altro articolo l’analisi della seconda.</p>



<p>Innanzitutto ricordiamo che lo statuto delle società di capitali
<strong>può</strong> prevedere la <strong>facoltà</strong> di approvare il bilancio dell’esercizio
oltre gli ordinari termini purché l’assemblea venga convocata entro 180 giorni
dalla chiusura dell’esercizio, <strong>solamente nel caso in cui la società debba
redigere il bilancio consolidato o per particolari esigenze connesse alla
struttura ed all’oggetto sociale</strong>. La situazione sanitaria attuale
sicuramente rientra in una particolare esigenza che può giustificare l’avvalersi
del maggior termine nella convocazione assembleare, quindi l’intervento
legislativo non è volto a tutelare le società che già dispongono della
previsione statutaria, <strong>ma è volto ad estendere questa facoltà a tutte le
società</strong>, <strong>anche a quelle che non prevedono tale possibilità nei propri statuti</strong>,
il tutto senza la necessità di un verbale del Consiglio di Amministrazione che
deliberi il maggior termine.</p>



<p>Questa novità normativa porta con sé alcune conseguenze
importanti: </p>



<ol class="wp-block-list"><li>la possibilità per l’organo amministrativo di approvare la bozza di bilancio entro fine maggio (o metà giugno per le società prive dell’organo di controllo) in modo tale da lasciare agli amministratori maggior tempo per verificare tutte quelle poste di bilancio, in particolare i crediti verso clienti, c<strong>he potrebbero aver subito delle variazioni a seguito delle chiusure obbligatorie</strong>. Un ulteriore verifica che l’amministratore dovrà eseguire in modo più che mai approfondito è quella della sussistenza della <strong>continuità aziendale</strong> che potrebbe risultare compromessa.</li><li>il posticipo del <strong>termine ultimo</strong> assegnato alle srl per la <strong>nomina dell’organo di controllo</strong> (collegio sindacale, sindaco unico o revisore) che, stando alla letteralità della norma, è stato prorogato dal 29 aprile al 28 giugno.</li></ol>



<p>Ricordiamo infine che, nel caso in cui il bilancio venga
approvato entro i 180 giorni o comunque l’assemblea per l’approvazione dello
stesso venga convocata nel mese di giugno (salvo poi approvare il bilancio in
seconda convocazione nel mese di luglio), <strong>la scadenza delle imposte da
bilancio sarà il 31 luglio senza alcuna maggiorazione</strong>.</p>
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		<title>DUE ANNI IN PIÙ AL FISCO PER I PROPRI CONTROLLI</title>
		<link>https://www.boccardielli.it/due-anni-in-piu-al-fisco-per-i-propri-controlli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2020 14:46:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[proroga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’amministrazione finanziaria avrà due anni di tempo in più per accertare le dichiarazioni e gli altri adempimenti dei contribuenti: i [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img decoding="async" width="1024" height="723" src="http://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/03/taxes-646512_1280-1024x723.jpg" alt="" data-id="516" data-full-url="https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/03/taxes-646512_1280.jpg" data-link="http://www.boccardielli.it/?attachment_id=516" class="wp-image-516" srcset="https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/03/taxes-646512_1280-1024x723.jpg 1024w, https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/03/taxes-646512_1280-300x212.jpg 300w, https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/03/taxes-646512_1280-768x542.jpg 768w, https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/03/taxes-646512_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<p>L’amministrazione
finanziaria avrà <strong>due anni di tempo in più</strong> per accertare le dichiarazioni
e gli altri adempimenti dei contribuenti: i poteri di controllo e rettifica che
sarebbero scaduti alla fine del 2020 slitteranno di due anni, arrivando al <strong>31
dicembre 2022</strong>.</p>



<p>Il decreto Cura Italia
all’art. 67 da una parte prevede la sospensione, per il periodo 8 marzo-31
maggio 2020, delle attività di <strong>liquidazione, controllo, accertamento,
riscossione e contenzioso</strong>, da parte degli enti impositori, dall’altra
dispone che i <strong>termini</strong>
che scadono entro il 31 dicembre dell’anno in cui è stata eccezionalmente
disposta la sospensione dei versamenti, vengono <strong>prorogati, fino al 31
dicembre del secondo anno successivo alla fine del periodo di sospensione</strong>.</p>



<p>Questa proroga
però non copre soltanto i nuovi <strong>adempimenti</strong>, cioè quelli che avrebbero
dovuti essere realizzati durante l’attuale periodo di sospensione e sono
slittati di qualche mese, ma anche tutti quelli pregressi e non ancora decaduti.
Questo rende possibili al Fisco per altri due anni i <strong>controlli</strong> a
ritroso, ad esempio <strong>sull’intera annualità d’imposta 2015 o addirittura al
2014 nel caso di omesse dichiarazioni.</strong></p>



<p>Ripercorriamo
ora brevemente la disciplina attuale sui termini di accertamento. Gli avvisi di
accertamento, con riferimento alle <strong>imposte sui redditi, all’Irap e all’Iva</strong>,
devono essere notificati ai contribuenti, a pena di decadenza, entro <strong>specifici
termini correlati all’anno di presentazione della dichiarazione</strong> relativa al
periodo di imposta oggetto di accertamento o all’eventuale sua mancata
presentazione.</p>



<p>La <strong>Legge di
Bilancio per il 2016</strong> ha modificato i termini di accertamento relativi ai
periodi d’imposta dal 2016 in avanti.</p>



<p>Fino ai <strong>periodi
d’imposta precedenti a quelli in corso al 31.12.2016</strong>, continuano ad operare
i vecchi termini che sono fissati:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>al 31
     dicembre del <strong>quarto anno successivo</strong> a quello di presentazione della
     dichiarazione;</li><li>al 31
     dicembre del <strong>quinto anno successivo</strong> a quello in cui la
     dichiarazione (omessa) avrebbe dovuto essere presentata.</li></ul>



<p>Con
riferimento, invece, al <strong>periodo d’imposta in corso al 31.12.2016 ed a quelli
successivi</strong>, i termini decadenziali sono fissati:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>al 31
     dicembre del <strong>quinto anno successivo</strong> a quello di presentazione della
     dichiarazione;</li><li>al 31
     dicembre del <strong>settimo anno successivo</strong> a quello in cui la
     dichiarazione (omessa) avrebbe dovuto essere presentata.</li></ul>



<p>Di conseguenza,
se la relativa <strong>dichiarazione è stata presentata</strong>, un avviso di
accertamento per il periodo d’imposta <strong>2017</strong> dovrà essere notificato entro
il <strong>31.12.2023</strong>; nel caso di <strong>omessa</strong> <strong>dichiarazione</strong>,entro
il <strong>31.12.2025</strong>.</p>



<p>Bisogna sottolineare che in caso di <strong>dichiarazione integrativa</strong>, i termini di decadenza per l’accertamento delle imposte sui redditi/Irap/Iva <strong>decorrono dalla presentazione della dichiarazione integrativa</strong>, anche se solo <strong>limitatamente agli elementi oggetto della rettifica</strong>. Si ricorda inoltre che, fino alle dichiarazioni relative all’anno 2015 presentate nel 2016, i <strong>termini di decadenza </strong>sono<strong> raddoppiati</strong> nel caso di violazione che comporta l’obbligo di denuncia per un <strong>reato fiscale</strong> come ad esempio falsa fatturazione o <strong>violazioni relative alla compilazione del quadro RW</strong> della dichiarazione dei redditi per attività detenute all’estero in paradisi fiscali (Paesi <em>black list</em>). </p>
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		<title>NOVITÀ IMPORTANTE IMU IN CASO DI SEPARAZIONE</title>
		<link>https://www.boccardielli.it/novita-importante-imu-in-caso-di-separazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 12:23:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una novità 2020 che non deve passare inosservata riguarda la disciplina Imu in caso di separazione. Mentre nella vecchia Imu [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="http://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/02/family-3090056_1920-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-489" srcset="https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/02/family-3090056_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/02/family-3090056_1920-300x200.jpg 300w, https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/02/family-3090056_1920-768x512.jpg 768w, https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/02/family-3090056_1920-1536x1024.jpg 1536w, https://www.boccardielli.it/wp-content/uploads/2020/02/family-3090056_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Una novità 2020 che non deve passare inosservata riguarda la disciplina <strong>Imu </strong>in caso di <strong>separazione</strong>. Mentre nella vecchia Imu era prevista l’assimilazione ex lege all’abitazione principale della casa coniugale «assegnata al coniuge» con provvedimento del giudice della separazione, ora il riferimento è alla «casa familiare <strong>assegnata al genitore affidatario dei figli</strong>, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso». <strong>Nell’ipotesi di assegnazione dell’abitazione all’ex coniuge in assenza di figli</strong>, a differenza del passato, <strong>non potrà operare l’assimilazione all’abitazione principale</strong>, stante il fatto che la norma è di carattere agevolativo, e quindi di stretta interpretazione, e fa riferimento <strong>solo alla figura del «genitore affidatario»</strong>. Per quanto riguarda l’immobile oggetto di assimilazione, il Mef precisa che la norma fa riferimento alla <strong>«casa familiare»</strong>, identificabile, sulla base di una consolidata giurisprudenza di legittimità, nell’ambiente domestico, e quindi, nel «luogo degli affetti, degli interessi, e delle abitudini in cui si esprime la vita familiare e si svolge la continuità delle relazioni domestiche, centro di aggregazione e di unificazione dei componenti del nucleo, complesso di beni funzionalmente organizzati per assicurare l’esistenza della comunità familiare». Se il giudice individua con proprio provvedimento una diversa «casa familiare», il Comune non è legittimato a disconoscere l’agevolazione.</p>



<p>Articolo tratto da Euroconference</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.boccardielli.it/novita-importante-imu-in-caso-di-separazione/">NOVITÀ IMPORTANTE IMU IN CASO DI SEPARAZIONE</a> proviene da <a href="https://www.boccardielli.it">Boccardi Elli &amp; TCA</a>.</p>
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